TEN 25.05.2020 News della settimana

7. Femtocataratta: per eliminare la cataratta in maniera sicura e veloce. La tecnica della Femtocataratta è utilizzata per la rimozione della cataratta, in modo tale che il chirurgo possa rimuoverla con facilità e nella massima sicurezza. Grazie alla precisione del laser a femtosecondi, che consente di raggiungere punti non raggiungibili dalla mano umana, i rischi di danneggiare le strutture sono decisamente minori, mentre maggiore è la precisione del taglio.  L’intervento è indolore, veloce e il decorso postoperatorio non prevede bendaggio né punti di sutura. → Link

6. Glaucoma: la prima causa di cecità nei paesi occidentali sviluppati. Con “Glaucoma” si intende quel gruppo di malattie caratterizzate dal danneggiamento del nervo ottico. È la prima causa di cecità prevenibile ed è una malattia grave, che causa danni irreversibili (infatti il nervo ottico non può essere riparato). La pressione oculare è un importante fattore di rischio per lo sviluppo del glaucoma, perché quando la pressione oculare diventa troppo alta, le strutture dell’occhio si danneggiano. Il glaucoma può essere rilevato da controlli regolari e può essere gestito grazie a diverse strade: la terapia farmacologica e il trattamento chirurgico. → Link

5. Retinopatia diabetica: di cosa si tratta? E come gestirla? La retinopatia diabetica è la principale malattia oculare causata dal diabete mellito: una sindrome nella quale i livelli di zucchero nel sangue risultano elevati. La causa più comune di perdita della vista nei soggetti affetti da retinopatia diabetica, è l’edema maculare: alcuni liquidi, che si accumulano nella parte centrale della retina, possono dare luogo a sanguinamenti e creare altre complicanze. I sintomi sono differenti a seconda del soggetto e si può passare da un annebbiamento della vista a un’improvvisa perdita visiva. Potrebbero anche non esserci sintomi fino a fasi avanzate della malattia. La cura consiste nella fotocoagulazione laser, nelle iniezioni intravitreali e nella vitrectomia. → Link

4. Lenti EDOF o Trifocali: cosa scegliere? Per la scelta di queste lenti, l’oculista professionista stabilisce un dialogo con il paziente e gli spiega quali sono i pro e i contro, chiedendogli anche se è più importante, per questa persona, vedere perfettamente da vicino: in questo caso la lente trifocale è la soluzione, essendo molto potente. Se invece il paziente dice di essere più interessato a un aiuto da vicino, senza essere infastidito dalla presenza di un paio di occhiali, una volta ogni tanto, la soluzione è la lente EDOF, perché si tratta di una lente molto meno potente ma senza alcun effetto collaterale. → Link

3. Effetti ottici: un nuovo modo per fare marketing. A Seoul (in Corea del Sud) la nuova trovata marketing consiste nell’effetto ottico di una gigantesca onda in continuo movimento dentro un acquario, che sbalordisce letteralmente i cittadini. Si tratta di un cartellone elettronico posto sull’edificio e chi ci si imbatte non vede solo una pubblicità, bensì un’arte, perché crea spettacolari onde create da una società tecnologica. Lo schermo ha 80 metri di lunghezza e 20 metri di altezza. Si può dire che è un effetto ottico di grande impatto. → Link 

2. Retinopatia del prematuro: come la vista dei bambini verrà salvata dall’intelligenza artificiale. Proteggere gli occhi dei bambini prematuri grazie all’intelligenza artificiale è l’oggetto di uno studio italiano pubblicato sulla più prestigiosa rivista oftalmologica: si tratta di una ricerca che spiega quanto le tecnologie più avanzate siano fondamentali per prevenire la cecità in chi è più a rischio e l’intelligenza artificiale, tramite un algoritmo, può aiutare a diagnosticare una malattia della retina di cui difficilmente ci si accorge. La diagnosi di una forma di retinopatia dei prematuri non è facile ma questo nuovo algoritmo consentirà di essere più precisi e permetterà di salvare la vista a tanti bambini. → Link

1. Gemelli di Roma: il coronavirus non lascia danni alla vista. Una buona notizia per chi è guarito dal Covid- 19: la malattia non lascia danni alla vista e il risultato è emerso dai dati raccolti sui pazienti guariti. Viene indicato che non c’è nessuna compromissione a livello del microcircolo retinico: si suppone, data l’età media/elevata dei pazienti, che la malattia possa avere fatto variare la vista del soggetto ma questo accade dopo tutti gli stress fisici, dunque non è un danno specifico del virus. → Link